L’olio di rosmarino è uno di quei preparati che sembrano indistruttibili: profuma intensamente, è ricco di componenti aromatici, viene usato in piccole quantità e spesso si pensa che “tanto non va a male”. In realtà, come tutti i prodotti a base oleosa, è soggetto all’ossidazione e al degrado nel tempo. Conservare bene l’olio di rosmarino significa preservarne il profumo, le proprietà e, soprattutto, evitare di usare sulla pelle o sui capelli un prodotto irrancidito o contaminato.
Bisogna anche distinguere bene tra i vari tipi di “olio di rosmarino”. Quando se ne parla, infatti, ci si può riferire a un olio essenziale puro di rosmarino, altamente concentrato e ottenuto per distillazione, oppure a un olio vegetale aromatizzato con rosmarino, in cui rami o foglie vengono lasciati in infusione in un olio base come oliva, mandorle dolci o jojoba. Questi due prodotti si comportano in modo diverso e richiedono accortezze leggermente diverse, pur condividendo alcuni principi comuni. Conoscere le regole di base per la conservazione ti permette di programmare quantità realistiche, evitare sprechi e avere sempre a disposizione un olio di qualità, senza sorprese di odore rancido o colore alterato quando vai ad aprire il flacone.
Indice
- 1 Capire che tipo di olio di rosmarino hai
- 2 Luce, aria e calore: i tre nemici principali
- 3 La scelta del contenitore giusto
- 4 Temperatura di conservazione: ambiente, frigo o freezer
- 5 Igiene e modalità di prelievo
- 6 Durata indicativa e segnali di alterazione
- 7 Conservazione dell’olio di rosmarino fatto in casa
- 8 Conservare l’olio di rosmarino integrato in cosmetici
Capire che tipo di olio di rosmarino hai
Prima di pensare a dove mettere il flacone, è utile essere sicuri di che cosa c’è dentro. Se si tratta di olio essenziale di rosmarino puro, di solito lo trovi in boccette piccole, da pochi millilitri, in vetro scuro, dotate di contagocce o riduttore. L’olio essenziale è estremamente concentrato, non va mai usato puro sulla pelle e viene di solito diluito in altri oli o cosmetici. Dal punto di vista della conservazione, è più sensibile all’aria, alla luce e al calore, ma non contiene una frazione acquosa e quindi è poco soggetto a sviluppo microbico diretto.
L’olio di rosmarino in infusione, invece, è un olio vegetale nel quale sono state lasciate macerare foglie fresche o secche di rosmarino. Lo si prepara spesso in casa per massaggi, impacchi sul cuoio capelluto o come ingrediente cosmetico. In questo caso, oltre all’ossidazione dell’olio base, entra in gioco anche la possibile presenza di acqua residua nelle foglie o di piccoli frammenti vegetali rimasti nel flacone. Questo rende il prodotto un po’ più fragile e, in mancanza di attenzione, ne accorcia la durata.
Capire quale dei due tipi stai usando ti aiuta a decidere la temperatura migliore, il formato del contenitore, i tempi di conservazione e il modo giusto di prelevarlo.
Luce, aria e calore: i tre nemici principali
Qualunque olio, aromatico o meno, invecchia soprattutto per effetto dell’ossigeno, della luce e del calore. L’ossigeno dell’aria provoca l’ossidazione dei lipidi, con formazione di composti che alterano l’odore e la struttura dell’olio. La luce, in particolare quella solare diretta, accelera queste reazioni, mentre il calore le rende ancora più rapide.
Per questo motivo, la prima regola per conservare l’olio di rosmarino è proteggerlo da questi tre fattori. Un mobile chiuso, una mensola interna, un cassetto lontano da fornelli, termosifoni e finestre assolate sono luoghi molto più adatti del bordo del lavandino o della mensola in bagno sotto il sole. L’esposizione occasionale non è un dramma, ma lasciare il flacone sempre in luce e vicino a fonti di calore riduce sensibilmente la durata del prodotto.
Nel caso dell’olio essenziale, la luce è ancora più critica, perché molte molecole aromatiche sono fotosensibili. Per questo viene quasi sempre venduto in vetro ambrato o blu scuro. Nonostante questa protezione, è bene evitare di lasciare la boccetta in bella vista sul davanzale o sul comodino vicino alla finestra.
L’aria entra in gioco ogni volta che apri il flacone. In pratica ogni apertura è un piccolo scambio tra il contenuto e l’ambiente. Tenere il flacone aperto più del necessario, travasare continuamente da un contenitore all’altro o usare tappi che non chiudono bene sono abitudini che, a lungo andare, peggiorano la qualità dell’olio.
La scelta del contenitore giusto
Il contenitore è il primo alleato della conservazione. Per l’olio essenziale di rosmarino il vetro scuro con tappo ben sigillante è praticamente obbligatorio. Il formato piccolo è un vantaggio, perché riduce la quantità di aria intrappolata all’interno man mano che l’olio viene consumato. Quando acquisti un olio essenziale, è bene mantenerlo nel suo flacone originale fino alla fine, evitando travasi in boccette più grandi o trasparenti solo per comodità.
Per l’olio di rosmarino in infusione, soprattutto se preparato in casa, hai un po’ più di libertà, ma alcune regole restano valide. Il vetro, rispetto alla plastica, garantisce una migliore inerzia chimica, non si deforma con il calore e non rilascia sostanze indesiderate. Un contenitore in vetro scuro, con un tappo a vite o a chiusura ermetica, protegge sia dalla luce che dall’ingresso d’aria.
Se prepari quantità maggiori per uso frequente, può essere utile dividere subito l’olio in più flaconcini piccoli, invece di conservarlo in un unico vaso grande. In questo modo aprirai e chiuderai sempre un volume ridotto, esponendo ogni volta alla luce e all’aria solo la porzione che effettivamente stai usando in quel periodo. Il resto rimarrà più protetto, chiuso e al riparo, allungando la durata complessiva della tua produzione.
Temperatura di conservazione: ambiente, frigo o freezer
La temperatura ideale di conservazione dipende dal tipo di olio e dalla durata che desideri ottenere. In generale, per l’olio essenziale di rosmarino, una temperatura ambiente stabile, tra i quindici e i venti gradi, in un luogo buio e asciutto, è sufficiente a garantirne la stabilità per diversi mesi, spesso anche oltre l’anno se il prodotto è di buona qualità e correttamente chiuso.
Se vivi in una zona molto calda o in estate le temperature domestiche si alzano parecchio, puoi valutare di spostare il flacone in un luogo più fresco della casa, come una stanza esposta a nord o un mobile lontano da fonti di calore. In alcuni casi si può ricorrere anche al frigorifero, soprattutto per l’olio essenziale, ma non è strettamente necessario se non si superano a lungo i livelli di calore più elevati.
Per l’olio di rosmarino in infusione, il discorso è leggermente diverso. Poiché il rischio di irrancidimento dell’olio base è più alto, la refrigerazione può risultare utile, soprattutto se hai usato un olio sensibile al calore o se prevedi di conservarlo per molti mesi. Mettere il flacone in frigorifero rallenta le reazioni di ossidazione e aiuta a mantenere più a lungo l’odore fresco e pulito.
Se l’olio tende a ispessirsi o parzialmente solidificarsi in frigo, basta estrarlo qualche minuto prima dell’uso e lasciarlo tornare a temperatura ambiente. Il freezer, in genere, non è indispensabile per questo tipo di prodotto; può essere una soluzione estrema per l’olio in infusione che non usi spesso, ma bisogna tenere conto dei cambi di temperatura e dei possibili stress sul contenitore.
Igiene e modalità di prelievo
Un aspetto spesso trascurato, soprattutto con gli oli fatti in casa, è il modo in cui si preleva il prodotto. Immergere le dita direttamente nel flacone, usare cucchiaini sporchi, lasciare che acqua o altre sostanze entrino nel contenitore sono tutti comportamenti che aumentano il rischio di contaminazione, soprattutto se sono presenti residui vegetali di rosmarino o se si introduce anche una minima frazione di acqua.
Per l’olio essenziale, se il flacone è dotato di contagocce interno, è sufficiente capovolgere la boccetta e far cadere le gocce, senza mai inserire oggetti all’interno. Se si usa una pipetta, va mantenuta pulita e non va appoggiata su superfici sporche prima di rimetterla nel flacone.
Per l’olio in infusione, è preferibile usare sempre cucchiai o spatoline puliti e asciutti, prelevare la quantità necessaria e richiudere subito il contenitore. Evitare contatti con acqua è importante, perché l’acqua è la base su cui batteri e muffe possono proliferare, soprattutto in presenza di frammenti vegetali.
Se noti che nel flacone sono presenti pezzi di rosmarino, foglie o sedimenti, è una buona pratica filtrare di nuovo l’olio con una garza pulita o un filtro fine, trasferendolo poi in un contenitore sgombro da residui. Meno materia organica resta immersa, meglio si conserverà il tuo olio.
Durata indicativa e segnali di alterazione
Non esiste una data unica valida per tutti, perché la durata dell’olio di rosmarino dipende da molti fattori: qualità della materia prima, tipo di olio base, condizioni di conservazione, presenza o meno di residui vegetali, frequenza di apertura. Tuttavia, si possono dare alcune indicazioni di massima.
Un olio essenziale di rosmarino, ben conservato in flacone scuro, chiuso e al riparo da luce e calore, può mantenere buone caratteristiche anche per uno o due anni. Col tempo, il profumo può cambiare leggermente, diventando meno fresco e più piatto, ma non necessariamente diventa subito inutilizzabile. Il punto è valutare odore, colore e sensazione generale al naso: se l’aroma è ancora piacevole, pulito e tipico del rosmarino, il prodotto è probabilmente ancora utilizzabile.
L’olio di rosmarino in infusione, invece, tende ad avere una durata più breve, spesso compresa tra pochi mesi e un anno, a seconda dell’olio base e della cura nella preparazione. I segnali di alterazione sono abbastanza evidenti: odore rancido, metallico o sgradevole, colore molto scuro o torbido, comparsa di filamenti, puntini, muffe o sedimenti strani. In presenza di questi indizi è meglio non usare più l’olio, soprattutto sulla pelle.
A volte l’odore del rosmarino può attenuarsi, ma l’olio base essere ancora accettabile. In questi casi l’olio potrebbe avere perso parte dell’intensità aromatica, ma non avere ancora sviluppato sentori rancidi. La decisione se continuare a usarlo dipende anche dall’uso previsto e dalla tua sensibilità olfattiva.
Conservazione dell’olio di rosmarino fatto in casa
Quando l’olio è prodotto in casa, la fase di preparazione influenza moltissimo la sua futura conservazione. Se usi rosmarino fresco, la presenza di acqua nelle foglie e nei rametti è più alta e la possibilità di contaminazioni è maggiore. Per questo molti preferiscono usare rosmarino secco, ben pulito e privo di tracce di umidità, riducendo così il rischio di fermentazioni o muffe.
Dopo il periodo di macerazione, filtrare con cura l’olio, magari più di una volta, è un passaggio essenziale. Un primo filtraggio elimina i pezzi grossolani, un secondo, con una garza o un filtro più fine, aiuta a rimuovere le particelle più piccole. Solo dopo questa pulizia conviene trasferire l’olio nel contenitore definitivo.
Etichettare il flacone con la data di preparazione è un gesto semplice ma molto utile. Ti permette di tenere traccia del tempo che passa e di decidere con maggiore consapevolezza quando è il caso di dare la precedenza a quell’olio rispetto ad altri o quando, dopo molti mesi, iniziare a valutarne l’eventuale sostituzione.
Se prevedi di non usare spesso l’olio, puoi preparare quantità più piccole, giusto quanto basta per qualche mese. Meglio rifare una macerazione in più, partendo da rosmarino fresco e olio base nuovo, che dover buttare via una grande quantità di olio irrancidito.
Conservare l’olio di rosmarino integrato in cosmetici
Spesso l’olio di rosmarino non viene usato da solo, ma come ingrediente di shampoo, sieri, maschere, oli per massaggio già pronti. In questi casi, le regole di conservazione seguono quelle del prodotto finito, che di solito contiene anche acqua, emulsionanti e conservanti.
Un flacone di olio per capelli con rosmarino, acquistato già formulato, andrà tenuto chiuso, a riparo da luce e calore, e utilizzato entro il periodo indicato dal PAO, il simbolo del barattolino aperto con un numero di mesi. Non è necessario conservarlo in frigorifero, a meno che il produttore non lo suggerisca espressamente.
Se prepari da te un olio da massaggio o un siero oleoso con qualche goccia di olio essenziale di rosmarino, le regole tornano simili a quelle dell’olio in infusione. Anche qui, meglio scegliere contenitori piccoli, vetro scuro, tappo ben chiudibile, ambiente fresco e uso entro alcuni mesi.