Quando la stagione fredda avanza e le acque si fanno troppo fredde per praticare il kitesurf, è fondamentale dedicare tempo e attenzione alla preparazione della tavola in vista dell’inattività. Un corretto stoccaggio non previene soltanto danni estetici, ma preserva la struttura interna, la lamina di carbonio o di fibra di vetro e gli inserti metallici, evitando deformazioni, ossidazioni o infiltrazioni di umidità che nel lungo periodo possono comprometterne le prestazioni e ridurne la durata. La guida seguente illustra passo per passo le operazioni da svolgere, dalla pulizia approfondita alla scelta del luogo di conservazione, affinché la tavola torni in acqua perfettamente integra con l’avvio della nuova stagione.
Indice
- 1 Preparazione dell’attrezzatura e dell’ambiente
- 2 Pulizia approfondita della carena e del deck
- 3 Controllo e manutenzione dei componenti rimovibili
- 4 Asciugatura finale e verifica dell’umidità interna
- 5 Protezione della finitura con prodotti specifici
- 6 Scelta del luogo di stoccaggio ideale
- 7 Monitoraggio e manutenzione durante l’inverno
- 8 Ripartenza in primavera
Preparazione dell’attrezzatura e dell’ambiente
Prima di iniziare le operazioni di manutenzione, è utile predisporre un’area pulita e riparata, al riparo da raggi solari diretti e da sbalzi termici eccessivi. Munitevi di guanti in lattico leggero per proteggere le mani dai residui di salsedine e dai detergenti, di un panno in microfibra asciutto e morbido, di un flacone spray con acqua dolce e di un detergente neutro specifico per superfici delicate. Se la tavola è dotata di pad in EVA, procurate anche spugne non abrasive e un prodotto per la cura della schiuma. La disponibilità di un supporto orizzontale nella zona di lavoro, come un paio di cavalletti rivestiti in gomma o un vecchio materassino, facilita le operazioni, evitando contatti troppo rigidi che potrebbero graffiare la carena o il deck.
Pulizia approfondita della carena e del deck
Il primo passo consiste nel rimuovere ogni traccia di salsedine, sabbia e residui di vegetazione marina che si depositano sulla tavola dopo l’ultima uscita. Spruzzando lentamente acqua dolce sulla superficie si ammorbidiscono i cristalli di sale, quindi si passa con il panno in microfibra seguendo linee morbide, dal nose verso il tail, per evitare di trascinare la sabbia sui bordi e graffiarli. Sul deck, dove il pad in EVA potrebbe trattenere ancora granelli di sabbia all’interno dei piccoli pori, si applica il detergente neutro e si strofina con una spugna, insistendo sulle aree più consunte o ingiallite. Terminata la fase di lavaggio, si ripassa un panno umido senza detergente per eliminare eventuali residui di schiuma, quindi si asciuga meticolosamente ogni centimetro, anche sotto le viti dei footstraps o in corrispondenza degli inserti delle straps, dove l’umidità tende ad accumularsi.
Controllo e manutenzione dei componenti rimovibili
Prima di stivare la tavola è opportuno smontare tutti gli accessori rimovibili: footstraps, alette e punte. Ogni vite va controllata per verificarne l’integrità e lubrificata leggermente con un velo di grasso siliconico o di lubrificante anti-corrosione, evitando prodotti a base di petrolio che potrebbero rovinare le parti in EVA o in plastica. Le alette vanno lavate con cura, quindi asciugate e conservate separate in un sacchetto forato o in un contenitore rigido, in modo da non deformarle né perderle. Se i footstraps mostrano segni di usura eccessiva o compromissioni della schiuma, questo è il momento ideale per sostituirli prima di riporre la tavola, evitando di ritrovarsi in primavera con componenti deteriorati.
Asciugatura finale e verifica dell’umidità interna
Una volta smontati gli accessori, si pone la tavola in posizione orizzontale sui supporti, con il deck rivolto verso l’alto. Si lascia asciugare completamente in un ambiente privo di condensa, idealmente con temperatura intorno ai venti gradi e umidità relativa inferiore al sessanta percento. Per assicurarsi che l’acqua non penetri nella finitura superficiale o nelle scanalature laterali, si può tenere la tavola per alcune ore in un locale riscaldato, ma mai in prossimità di fonti di calore diretto come termosifoni o stufe. Prima di procedere allo stoccaggio, si esegue un ultimo controllo tattile: il board deve risultare completamente asciutto, senza punti freddi o umidi che indichino trattenute d’acqua interne.
Protezione della finitura con prodotti specifici
Per mantenere brillante il gelcoat e prevenire l’opacizzazione dovuta all’invecchiamento, è consigliabile applicare uno strato sottile di cera protettiva per imbarcazioni o di polish specifico per tavole da sport acquatici. Con un panno morbido si stende il prodotto in modo uniforme, prestando attenzione a non lasciare accumuli nei bordi della tavola. La cera crea una barriera idrorepellente e rallenta l’assorbimento di umidità attraverso microfessure, oltre a facilitare le pulizie primaverili. Se il board presenta graffi superficiali, si possono correggere con un velo di pasta abrasiva finissima prima della cera, ma senza forzare né scalfire troppo il gelcoat.
Scelta del luogo di stoccaggio ideale
L’ambiente ideale per conservare la tavola da kitesurf in inverno è un locale asciutto, buio o comunque lontano dalla luce solare diretta, con un’escursione termica contenuta tra il giorno e la notte. Un garage chiuso, un ripostiglio non umido o una soffitta ben coibentata rappresentano soluzioni efficaci. La tavola va posizionata orizzontalmente su due supporti (cavalletti o mensole imbottite) e non appoggiata verticalmente, per ridurre il rischio di deformazione longitudinale, soprattutto nei modelli in sandwich di legno o wave. Se lo spazio è limitato, è possibile impilare più tavole una sull’altra, mettendo un morbido inserto di schiuma tra una e l’altra per evitare contatti diretti e graffi.
Monitoraggio e manutenzione durante l’inverno
Anche se la tavola rimane inutilizzata, è consigliabile effettuare una verifica mensile: controllare lo stato del gelcoat, ispezionare l’eventuale formazione di macchie di umidità e accertarsi che il locale non presenti infiltrazioni d’acqua o condensa sui muri. In presenza di forti escursioni di temperatura, aprire di tanto in tanto il locale per favorire il ricambio d’aria. Se l’ambiente fosse soggetto a tassi di umidità elevati, inserire un contenitore di silicagel o alcune sacchette antiumidità non solo protegge il board, ma contribuisce a mantenere costante l’umidità relativa.
Ripartenza in primavera
All’arrivo dei primi giorni miti, prima di risalpare sulla tavola, è opportuno riassemblare le alette e i footstraps con la lubrificazione già applicata in autunno. Un rapido lavaggio con acqua dolce e un’asciugatura preparatoria al sole consentono di eliminare eventuali tracce di polvere o cera in eccesso. Un controllo finale delle viti e dei bulloni assicura che non vi siano allentamenti. In questo modo la tavola tornerà pronta per affrontare il primo vento e le prime onde senza sorprese.